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SINTESI DELLE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE

L’attività scientifica del Prof. Matteo Trimarchi può essere ricondotta ad una serie di argomenti di ricerca principale: rinologia, laringologia e chirurgia del collo, vestibologia e radiologia.

Rinologia

In collaborazione con gli Istituti di Nefrologia, Anatomia Patologica, Radiologia e Odontoiatria dell’Università di Brescia e con la Thoracic Diseases Research Unit della Mayo Clinic sono stati analizzati due gruppo di pazienti, uno con lesioni distruttive centro-facciali da abuso di cocaina e uno con granulomatosi di Wegener. Il dato più rilevante è risultato essere la positività in un numero elevato di pazienti cocainomani del test per verificare gli anticorpi anti-citoplasma dei neutrofili (ANCA); in 4 di essi, addirittura, il pattern di positività era del tutto indistinguibile da quello della granulomatosi di Wegener. Tuttavia, la positività ANCA dei pazienti con abuso di cocaina presentava alcune caratteristiche atipiche rispetto a quella dei pazienti con granulomatosi di Wegener: prevalenza del pattern perinucleare-ANCA (P-ANCA), associazione del pattern P-ANCA con proteinasi3-ANCA (PR3-ANCA) e completa assenza di mieloperossidasi-ANCA (MPO-ANCA) malgrado l’elevata prevalenza di pattern P-ANCA (D04, D05, D10, D13, D14, F01, F05, F06, F10, F11, F17).

In collaborazione con la Mayo Clinic è stato possibile identificare dei pattern ANCA tipici nei pazienti cocainomani. E’ stata identificata la presenza di elastasi-ANCA (HNE-ANCA) nei pazienti che abusano di cocaina che invece è risultato essere assente in un gruppo di controllo di 604 pazienti. Gli HNE-ANCA possono discriminare i pazienti cocainomani da quelli affetti da granulomatosi di di Wegener mentre i test convenzionali non sono in grado.(D21)

L’apoptosi sembra essere uno dei processi implicati nella patogenesi delle lesioni distruttive della linea mediana. Le cellule in cultura con la cocaina presentano un aumento dell’apoptosi che è dose e tempo dipendente. Dalla valutazione dei preparati istologici in 60 pazienti (30 pazienti cocainomani, 10 pazienti sani, 10 pazienti con poliposi nasale e 10 con granulomatosi di Wegener) è stato dimostrato che l’apoptosi è frequente nelle cellule nasali dei pazienti cocainomani mentre non è presente in tutti gli altri valutati (D23, F21, F22).

Gli ANCA che legano l’elastasi (NE)e la proteinasi 3 (PR3) sono identificabili in molti pazienti cocainomani ma l’eziopatogenesi e la specificità di questi anticorpi non sono noti. Questo studio in collaborazione con la Thoracic Diseases Research Unit della Mayo Clinic di Rochester è stato condotto per verificare l’effetto dell’elastasi ANCA sull’attività enzimatica dell’elastasi e per determinare se questi anticorpi interferiscono con l’effetto fisiologico dell’inibitore della secrezione delle leucoproteasi (SLPI) e per valutare la specificità dell’antigene per entrambi, NE e PR3 ANCA nei pazienti cocainomani. In conclusione gli effetti funzionali degli NE ANCA sull’attività enzimatica del SPLI non possono essere implicati nella patogenesi dei CIMDL. La risposta degli ANCA includendo la reattività per PR3 ANCA nei pazienti con CIMDL è diversa da quella descritta nei pazienti con granulamatosi di Wegener. (D26)

Un altro campo di studio è stato quello della patologia delle vie lacrimali. Il trattamento endoscopico è stato utilizzato nella chirurgia di revisione dei fallimenti di dacriocistorinostomia per via esterna (7 pazienti). I risultati ottenuti confermano il vantaggio della tecnica endonasale che, oltre ad essere mini-invasiva, consente di identificare e correggere le anomalie anatomiche e le alterazioni flogistiche croniche naso-paranasali spesso associate ad una stenosi delle vie lacrimali (D11, F04, F08, F16, F19). La tecnica endoscopica è stata applicata anche per il trattamento di 56 pazienti con ostruzione delle vie lacrimali utilizzando un anastomosi tra il un lembo di mucosa nasale con quello del sacco lacrimale (F31,F33)

La tecnica endoscopica è stata usata con successo anche per il trattamento dell’ angiofibroma rinofaringeo (D17, F18) e del papilloma invertito (F02, F07, F09, F12). Per il primo i criteri di inclusione utilizzati per il trattamento endoscopico sono stati il risultato ottimale della embolizzazione, la minima vascolarizzazione dal sistema della carotide interna e la limitata estensione alle sedi anatomiche adiacenti (Stadio I-II secondo la classificazione di Fisch). Per quanto attiene il papilloma invertito, sono stati giudicati non passibili di trattamento endoscopico i pazienti con massiva erosione del basicranio, diffuso interessamento del seno frontale, invasione intracranica o intraorbitaria, o con importanti esiti cicatriziali da pregressa chirurgia. Nel gruppo di 21 pazienti operati per papilloma invertito non si sono osservate recidive mentre una sola persistenza è stata riscontrata nel gruppo di 15 pazienti trattati per angiofibroma (D17).

In collaborazione con il Reparto di Urologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano è stato studiato l’effetto del Sildenafil (Viagra), un inibitore della fosfodiesterasi tipo 5 approvato per il trattamento della disfunzione erettile. Sebbene questo farmaco sia ben tollerato, è associato ad effetti collaterali, quali cefalea, disturbi visivi, dispepsia e congestione nasale. L’effetto del Viagra è stato valutato nel distretto nasale in uno studio doppio cieco in 11 pazienti sani senza disturbi respiratori. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a valutazione dei parametri basali, rinomanometria acustica ed endoscopia nasale prima e dopo il placebo o Sildenafil con stimolazione sessuale visiva. Per lo studio dei dati è stato utilizzato il test di Kruskal–Wallis. Dopo somministrazione del Sildenafil l’area MCA e il VOL presentavano valori più bassi rispetto a quelli osservati con il placebo. Inoltre l’endoscopia nasale ha mostrato un aumento di volume del turbinato inferiore con una differenza oggettiva rispetto al placebo. Questo studio preliminare ha dimostrato che il Sildenafil unitamente alla stimolazione sessuale riduce considerevolmente il volume nasale (D25)

In collaborazione con l’Institute of Laryngology and Otology, Royal National Throat, Nose and Ear Hospital, London, England, è stato sviluppato un software per l’archiviazione dei dati dei pazienti con tumori dei seni paranasali (D20). Il software (NSNT v 1.0) fornsice una database per i pazienti con neoplasie dei seni paranasali, facilitando la standardizzazione dei dati e dell’analisi statistica. Questo software è rimasto a disposizione gratuita in rete sul sito della rivista Annals of Otology Rhinology and Laryngology per tutto l’anno 2004.

Laringologia e chirurgia del collo

Il termine di “leucoplachia” laringea ha un significato eminentemente clinico e ad essa possono corrispondere differenti quadri istologici a comportamento biologico variabile. Requisito essenziale per una corretta classificazione istologica è che la lesione sia asportata “en bloc” in tessuto sano ed esaminata in sezioni seriate. In ogni trattamento è stata utilizzata intraoperatoriamente la colorazione vitale con blu di toluidina al 2% per demarcare macroscopicamente i limiti di escissione della lesione. La diagnosi istologica fu la seguente: iperplasia (4 casi), acantosi (4 casi), cheratosi (5 casi), paracheratosi (1 caso), laryngeal intraepithelial neoplasia (LIN) I (1 caso), LIN II (1 caso), LIN III (4 casi), carcinoma squamoso (20 casi), carcinoma verrucoso (3 casi). Il laser CO2 si è dimostrato un mezzo chirurgico estremamente utile e vantaggioso nell’esecuzione delle biopsie escissionali, sia a fini diagnostici che terapeutici. (D06).

Il trattamento del collo nei carcinomi delle prime vie aerodigestive è ancora un problema controverso anche se oggi c’è una tendenza in letteratura verso la chirurgia nei colli N0 quando la probabilità di metastasi linfonodali è maggiore del 20%. Nella chirurgia d’elezione ogni sforzo è teso a conservare le strutture linfatiche non interessate in un collo positivo. La prevalenza di linfonodi metastatici e la loro distribuzione nei vari livelli del collo è stata valutata in una corte di 402 pazienti consecutivi trattati per carcinoma squamocellulare sopraglottico per definire una strategia nel trattamento del collo. La conclusione indica che uno svuotamento elettivo latero cervicale (Livelli II-IV) è raccomandato nei carcinomi sopraglottici T2-T4 N0; la chirurgia in entrambe i lati è indicata nei casi in cui la lesione non è strettamente laterale. Qualora ci sia una positività clinica, radiologica o un evidenza intraoperatoria a qualsiasi livello effettuiamo uno svuotamento selettivo II-V. (D16)

Vestibologia

Abbiamo studiato l’effetto delle soluzioni ipotoniche e ipertoniche (il valore normale era 240 mOsm) in un labirinto di rana isolato. Le soluzioni ipotoniche (60-180 mOsm) sono state ottenute riducendo il contenuto perilinfatico di NaCl. Le soluzioni ipertoniche (300-420 mOsm) sono state ottenute aggiungendo a una soluzione perilinfatica normale NaCl, glucosio, saccarosio, glicerolo, mannitolo e urea. I risultati hanno dimostrato che ogni tipo di attività recettoriale è inibita da una soluzione ipotonica. Al contrario una soluzione ipertonica produce diversi effetti sulla attività spontanea ed evocata. L’attività spontanea, eccetto che per l’urea, è costantemente aumentata mentre quella evocata è costantemente ridotta dalle soluzioni ipertoniche. Lo studio di variazione dell’osmolarità nei preparati isolati di canali semocircolari può dare dei dati importanti nello studio della malattia di Meniere (D01).

Il postnistagmo otticocinetico (PNOC) può essere considerato una reazione postuma (“after discharge”) di strutture nervose centrali in precedenza attivate da stimoli otticocinetici. In un gruppo di 28 soggetti normali d’ambo i sessi di età compresa tra 18 e 28 anni è stata condotta un’indagine per lo studio del PNOC evocato sia sul piano orizzontale che sul piano verticale. I valori massimi della frequenza e dell’ampiezza del PNOC evocato sia sul piano orizzontale che su quello verticale, si notarono nei primi 30 secondi della reazione postnistagmica. La latenza media del PNOC era superiore dopo stimolazione verticale, mentre la durata media della reazione postnistagmica era superiore dopo stimolazione orizzontale (D02, D03).

Radiologia Otorinolaringoiatrica

La stretta collaborazione con i Colleghi dell’Istituto di Radiologia dell’Università di Brescia ha consentito l’approfondimento delle caratteristiche radiologiche nei pazienti affetti da granulomatosi di Wegener a da lesioni della linea mediana indotte da cocaina (CIMDL) (D15),

È membro della Società di Rinologia Americana dal 2002 e della Società di Otorinolaringoiatria italiana dal 2007.

 

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